Unitismo e georgismo

Una radice comune

Sia l’unitismo sia il georgismo partono dalla stessa osservazione: il valore della terra è creato dalla comunità, non dal proprietario fondiario, e perciò appartiene alla comunità. Tassa il valore della terra, sgrava i frutti dell’impegno umano, e rimuovi un’ingiustizia profonda alla base dell’economia.

Quell’intuizione fu resa popolare da Henry George nel suo best-seller del 1879, Progresso e povertà, che chiedeva perché la povertà si aggravi anche mentre la società si arricchisce.1 Il movimento ispirato dalle sue idee si chiama georgismo.

Dove concordano

  • Il valore locativo della terra è rendita economica — non guadagnata dal proprietario e creata dall’intera comunità.
  • Quel valore dovrebbe finanziare la vita pubblica — restituendo il valore locativo della terra alla comunità — anziché essere raccolto con imposte su salari e scambio.
  • I frutti del lavoro e dell’impresa dovrebbero restare a chi li produce.
  • Rimuovere la ricompensa della speculazione fondiaria abbasserebbe i costi abitativi e stabilizzerebbe l’economia.

Su tutto questo, unitismo e georgismo sono in pieno accordo.

Dove l’unitismo va oltre

Il georgismo sostiene un’imposta sul valore fondiario: i proprietari mantengono il titolo della loro terra e pagano alla comunità un prelievo annuale sul suo valore. L’unitismo sostiene anzitutto un sistema di diritti d’uso della terra — contratti fondiari indefiniti concessi dalla comunità per l’uso della terra, riprezzati ogni anno al valore locativo attuale del luogo. Un diritto d’uso della terra conferisce un diritto sicuro e indefinito di usare un luogo, ma mai la sua proprietà.

Questa distinzione conta per ciò che ciascuna soluzione comunica sottovoce. Paghiamo imposte su ciò che ci appartiene — il nostro reddito, i nostri acquisti. Così un’imposta sul valore fondiario implica a chi la paga che il valore della terra è suo, e che la comunità ne preleva soltanto una parte.

L’unitismo lo considera un errore strutturale profondo: il valore finanziario della terra è creato dall’intera comunità e deve appartenerle. Un diritto d’uso della terra dice esattamente questo — detieni e usi la terra e paghi la comunità per quell’uso, perché il valore del luogo non è mai stato tuo, in primo luogo.

In questo modo l’unitismo tiene allineate la sua etica e il suo meccanismo: poiché i doni della natura sono affidati a tutti, le persone ricevono diritti sicuri di usare la terra anziché la proprietà privata del suo valore.

Una differenza di accento, non di opposizione

L’unitismo sta sulle spalle di George e degli economisti classici, e ne condivide il programma centrale. La differenza è di inquadramento e di portata: da «la migliore imposta» a «un principio su come una società dovrebbe rapportarsi al mondo naturale».

Per approfondire, leggi Che cos’è l’unitismo?, esplora il libro, o comincia dalla meccanica pratica in Che cos’è un diritto d’uso della terra?.